Capitozzatura

La Capitozzatura

 

La capitozzatura è, probabilmente, la più dannosa pratica di arboricoltura conosciuta. Malgrado più di 25 anni di letteratura che spiegano i pericolosi effetti, la capitozzatura rimane una pratica diffusa.

CHE COS’E’ LA CAPITOZZATURA ?

La capitozzatura è l’indiscriminato taglio di branche dell’albero
La ragione più comunemente data per capitozzare è di ridurre le dimensioni dell’albero e renderlo più sicuro.
La capitozzatura non è un metodo praticabile di contenimento e certamente non riduce il pericolo, viceversa, nel lungo periodo, rende un albero più pericoloso.

LA CAPITOZZATURA STRESSA GLI ALBERI

La capitozzatura rimuove il 50-100% della chioma di un albero. Le foglie producono l’energia necessaria alla vita delle piante, pertanto un albero improvvisamente defogliato può temporaneamente “morire di fame”.
La severità della potatura può innescare un meccanismo di sopravvivenza: la pianta attiva le gemme latenti forzando la rapida crescita di germogli attorno ad ogni taglio (ha bisogno di creare, nel più breve tempo possibile, una nuova chioma). Se un albero non possiede l’energia di riserva sufficiente a creare rapidamente una nuova chioma resterà gravemente danneggiato e rischierà di morire.
Un albero danneggiato è più vulnerabile ad attacchi di insetti e di malattie: ampie ferite da potatura espongono alburno e durame agli attacchi; la pianta può non possedere l’energia sufficiente per “difendersi chimicamente” dalle aggressioni; alcuni insetti sono attratti dai segnali chimici emessi dagli alberi danneggiati.

LA CAPITOZZATURA NON FUNZIONA

Se lo scopo è di contenere le dimensioni dell’albero, la capitozzatura non funziona. Un albero deciduo, dopo la capitozzatura, aumenta il tasso di crescita, nel tentativo di rimpiazzare rapidamente la superficie fogliare perduta, necessaria per fornire nutrimento al fusto ed alle radici

LA CAPITOZZATURA CAUSA DEPERIMENTO

L’albero, se sufficientemente in salute, è biologicamente predisposto per chiudere una ferita non troppo estesa. Tagli lungo un ramo creano monconi con ferite che la pianta non è in grado di chiudere ed i tessuti vegetali esposti iniziano a deperire. Normalmente un albero crea una barriera o compartimenta i tessuti in deperimento ma se le ferite sono molte e gravi, come quelle prodotte dalla capitozzatura, questo processo non riesce e i tessuti in deperimento offrono, agli agenti esterni, una facile via verso le parti interne della branca.

LA CAPITOZZATURA CREA PERICOLO

Il meccanismo di sopravvivenza che causa la produzione di molteplici germogli attorno ad ampie superfici di taglio darà luogo a nuove ramificazioni che, a differenza delle normali branche che si sviluppano in una cavità di tessuti sovrapposti, saranno ancorate solamente agli strati più superficiali della branca genitrice. Questi rami cresciuti velocemente saranno predisposti alla rottura. Paradossalmente, al contrario di quanto si voleva ottenere, il risultato è una pianta più pericolosa di prima.

 

LA CAPITOZZATURA RENDE GLI ALBERI BRUTTI

La struttura naturale delle branche di un albero è un prodigio. Gli alberi hanno una moltitudine di forme e dimensioni finalizzate fondamentalmente ad una ottimale captazione della radiazione solare nelle diverse condizioni. Il risultato è l’innumerevole varietà di architetture che definiscono l’identita di ogni specie arborea e che costituiscono il carattere fondamentale della bellezza di ogni albero. La capitozzatura elimina la parte terminale delle branche lasciando orribili monconi.
Un albero capitozzato ha irreversibilmente perso la sua naturale architettura.

 

LA CAPITOZZATURA E’ COSTOSA

Il costo della capitozzatura non è limitato al costo dell’azione in se. Se l’albero sopravvive richiederà costanti potature per diversi anni (sarà necessario ridurne ulteriormente le dimensioni per evitare la rottura delle branche); se l’albero muore dovrà essere abbattuto e rimosso.
Nella pratica della capitozzatura alcuni costi sono nascosti. Uno di questi è rappresentato dalla responsabilità (un albero capitozzato è predisposto a rotture e può essere pericoloso). Dal momento che la capitozzatura è riconosciuta come una pratica inaccettabile di potatura, ogni danno causato dalla caduta dei rami può essere riconosciuta come negligenza presso un tribunale.

ALTERNATIVE ALLA CAPITOZZATURA

Ci sono momenti in cui un albero può essere contenuto in altezza e larghezza. Per ottenere questo ci sono una serie di tecniche univocamente raccomandate da tutti gli studiosi del mondo. Ad esempio: se una branca deve essere rimossa lo si deve fare dal suo punto di origine; se una branca deve essere accorciata si deve tagliare in un punto in cui non sia troppo larga per prendere il ruolo di terminale. Una regola è tagliare presso un ramo laterale di diametro non più piccolo di 1/3 del diametro della parte che si intende rimuovere.
Questo metodo di riduzione delle branche aiuta a preservare la naturale forma dell’albero. In ogni caso, se è necessario praticare considerevoli tagli, l’albero potrebbe non essere in grado di chiudere e compartimentare la ferita. Qualche volta la miglior soluzione è rimuovere la pianta e rimpiazzarla con una più appropriata allo spazio a disposizione.

ASSUMERE UN ARBORICOLTORE

Potare grandi alberi può essere pericoloso. Se la potatura avviene non esclusivamente da terra o necessita di attrezzature di risalita che siano corde, con la tecnica del TREE CLIMBING, o piattaforme aeree è opportuno commissionare il lavoro ad arboricoltori professionisti.
Uno specialista in arboricoltura, inoltre, può stabilire che tipo di potatura è necessario praticare per migliorare la salute, l’aspetto estetico e la sicurezza dell’albero. Infine, degli arboricoltori professionisti avranno tutte le attrezzature necessarie per compiere un lavoro in sicurezza.

UN BUON PROGETTO

L’esigenza di ridimensionare in altezza e larghezza la chioma di un albero deriva unicamente dall’errore originario nella scelta del sito o della specie dell’albero da impiantare.
Una oculata progettazione degli spazi verdi rimane, pertanto, la via migliore per evitare di dover ricorrere in futuro ad interventi straordinari notevolmente onerosi e comunque traumatici per le piante.

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